C'è una tendenza da parte dei sociologi della comunicazione a categorizzare entro degli schemi mentali le tipologie di consumatori e ho scoperto un paio di giorni fa, grazie alla mia nuova collega Anna, che prontamente la stessa categorizzazione è stata fatta anche per gli utenti di internet.
Sono stati individuati 6 stili di utenti digitali:
- INFLUENCER: età media 31 anni, uomini e donne, sempre connessi, usano tutte le funzioni, acquistano molto on line, hanno tanti amici nei social networks, sono forti fruitori anche degli altri mezzi di comunicazione (24% degli utenti in Italia si colloca in questa categoria);
- COMMUNICATOR: età media 36 anni, uomini e donne; creano informazioni, non sempre selezionate; a loro piace comunicare e internet è un'estensione della loro abitudine a comunicare del mondo reale (il 13% della popolazione internet in Italia entra in questa categoria);
- KNOWLEDGE SEEKER: devono imparare da internet e ne subiscono molto il fascino, si fanno consigliare, non agiscono molto (23%);
- NETWORKER: prevalentemente donne, usano internet per facilitarsi la vista, i social network per restare in contatto con gli amici, non per rappresentare se stesse (17%);
- ASPIRER: età media più alta, verso i 45 anni, sia uomini che donne, poco esperti e poco presenti, ma hanno palmari e applicazioni evolute, aspirano a crearsi un loro spazio (5%);
- FUNCTIONAL: donne attorno ai 40 anni, usano soprattutto le mail. Internet serve per fare, fruizione passiva, basso interesse per i social network perché preoccupate per la loro privacy.
Bella categorizzazione, ma come sempre limitata dal mio punto di vista perché esistono tra una categoria e l'altra tante sfumature che rendono ovviamente uniche e inimitabili le diverse personalità che utilizzano il mezzo. Altro che marketing one-to-one, siamo tornati alla vecchia concezione degli stili di vita...Che ne pensate?
pensieri, allucinazioni, illuminazioni e altro ancora sulla comunicazione e il marketing sul web
giovedì 17 febbraio 2011
mercoledì 16 febbraio 2011
Web: un'enciclopedia for free, informazioni disgregate o vetrina per narcisisti? (Parte seconda: i fake e la durata dell'informazione in internet)
Come considerare l'informazione veicolata da internet?
In realtà su internet c'è veramente di tutto per cui secondo me ci vuole una mente critica che sappia dirimere quale sia un'informazione interessante e "veritiera" e quale sia una bufala.
Tempo fa, ad un workshop organizzato dal Sole 24 ore sulle Pubbliche Relazioni e Social Networws, un relatore ci faceva l'esempio di come si creino apposta dei "FAKE" in internet per ottenere degli obiettivi specifici. Ciò significa che ci sono persone pagate per dare anche informazioni false attraverso internet, perché poi possono essere facilmente smentite, in quanto il tempo dell'informazione su internet ha due valenze: una usa-e-getta (10 minuti dopo non è più importante) e una di lunga durata (le informazioni rimangono a lungo per cui puoi reperirle anche dopo molto tempo).
L'importante è sottoporre le informazioni all'esercizio del DUBBIO. Ovviamente verificare le fonti (ma questo può non bastare), fare controlli incrociati mettendo a confronto contenuti diversi, ma soprattutto come in ogni informazione anche non internettiana PENSARE CON LA PROPRIA TESTA e riflettere, riflettere, riflettere
In realtà su internet c'è veramente di tutto per cui secondo me ci vuole una mente critica che sappia dirimere quale sia un'informazione interessante e "veritiera" e quale sia una bufala.
Tempo fa, ad un workshop organizzato dal Sole 24 ore sulle Pubbliche Relazioni e Social Networws, un relatore ci faceva l'esempio di come si creino apposta dei "FAKE" in internet per ottenere degli obiettivi specifici. Ciò significa che ci sono persone pagate per dare anche informazioni false attraverso internet, perché poi possono essere facilmente smentite, in quanto il tempo dell'informazione su internet ha due valenze: una usa-e-getta (10 minuti dopo non è più importante) e una di lunga durata (le informazioni rimangono a lungo per cui puoi reperirle anche dopo molto tempo).
L'importante è sottoporre le informazioni all'esercizio del DUBBIO. Ovviamente verificare le fonti (ma questo può non bastare), fare controlli incrociati mettendo a confronto contenuti diversi, ma soprattutto come in ogni informazione anche non internettiana PENSARE CON LA PROPRIA TESTA e riflettere, riflettere, riflettere
martedì 15 febbraio 2011
Web: un'enciclopedia for free, informazioni disgregate o vetrina per narcisisti?
Un'altra riflessione sul web.
Nato come strumento militare, sviluppatosi tra comunità di scienziati come strumento di condivisione del sapere, vetrina aziendale, strumento di relazione con i clienti, cosa è diventato nel 2011 il web?
La prima cosa che mi viene da dire è che forse non lo si può più "definire", nel senso strettamente etimologico del termine, perché lo considero piuttosto un mezzo di comunicazione "liquido e multiforme" che varia la propria natura con il variare del contesto e con il variare delle persone che lo utilizzano e ne fruiscono.
Recentemente attraverso i social networks tunisini e egiziani sono riusciti a destabilizzare il potere e ad avere una cassa di risonanza tale da superare i normali media controllati dal potere. Lo si può definire un'arma a favore della democrazia? Si stà sostituendo a ciò che erano i volantini durante le rivoluzioni e le manifestazioni del passato?
A proposito di questo tema, vi segnalo un interessante articolo:
Il web fa la rivoluzione?
E' indubbiamente uno strumento di aggregazione formidabile. Ha creato delle comunità, delle realtà gruppali fortemente innovative e impreviste e forse anche impossibili in un mondo senza web, perché la comunicazione che passa attraverso i social networks, gli eventi che si possono creare attraverso il popolare Facebook, non erano certo concepibili e realizzabili nei tempi e nei modi resi possibili solo dal web.
E' una rete di relazioni, ma che tipo di relazioni si instaurano tra persone sconosciute che si parlano attraverso un computer? Mi viene da pensare che siano il frutto della mancanza di comunità che ci porta a creare relazioni anche attraverso strumenti informatici.
E come considerare i blog? Fino ad oggi li ho sempre considerati delle vetrine per narcisisti frustrati, ma come vedete mi sono piegata anch'io a far leggere il flusso dei miei pensieri ad un numero indefinito di persone. E sono convinta che sarò frustrata anch'io, ma solo se il mio blog non verrà letto ;-))
Continua nel prossimo post, con nuove riflessioni su come concepire le informazioni del web...Ciao Gio
Nato come strumento militare, sviluppatosi tra comunità di scienziati come strumento di condivisione del sapere, vetrina aziendale, strumento di relazione con i clienti, cosa è diventato nel 2011 il web?
La prima cosa che mi viene da dire è che forse non lo si può più "definire", nel senso strettamente etimologico del termine, perché lo considero piuttosto un mezzo di comunicazione "liquido e multiforme" che varia la propria natura con il variare del contesto e con il variare delle persone che lo utilizzano e ne fruiscono.
Recentemente attraverso i social networks tunisini e egiziani sono riusciti a destabilizzare il potere e ad avere una cassa di risonanza tale da superare i normali media controllati dal potere. Lo si può definire un'arma a favore della democrazia? Si stà sostituendo a ciò che erano i volantini durante le rivoluzioni e le manifestazioni del passato?
A proposito di questo tema, vi segnalo un interessante articolo:
Il web fa la rivoluzione?
E' indubbiamente uno strumento di aggregazione formidabile. Ha creato delle comunità, delle realtà gruppali fortemente innovative e impreviste e forse anche impossibili in un mondo senza web, perché la comunicazione che passa attraverso i social networks, gli eventi che si possono creare attraverso il popolare Facebook, non erano certo concepibili e realizzabili nei tempi e nei modi resi possibili solo dal web.
E' una rete di relazioni, ma che tipo di relazioni si instaurano tra persone sconosciute che si parlano attraverso un computer? Mi viene da pensare che siano il frutto della mancanza di comunità che ci porta a creare relazioni anche attraverso strumenti informatici.
E come considerare i blog? Fino ad oggi li ho sempre considerati delle vetrine per narcisisti frustrati, ma come vedete mi sono piegata anch'io a far leggere il flusso dei miei pensieri ad un numero indefinito di persone. E sono convinta che sarò frustrata anch'io, ma solo se il mio blog non verrà letto ;-))
Continua nel prossimo post, con nuove riflessioni su come concepire le informazioni del web...Ciao Gio
Pagine accattivanti visivamente o interessanti contenutisticamente?
Devo migliorare il sito dell'agenzia di comunicazione dove sono rientrata dopo un'esperienza nel marketing di una multinazionale e si subito mi si presenta un dilemma:
- meglio un homepage con un look&feel particolarmente interessante?
- meglio tanti contenuti di spessore che possano interessare e dare maggior visibilità SEO?
Vedendo i siti delle agenzie pubblicitarie la risposta è ovvia: meglio privilegiare il look&feel, ma d'altra parte i siti di agenzie di web marketing praticamente dicono l'opposto.
Quale via privilegiare?
Qualcuno mi può aiutare?
Ah, dimenticavo, il sito da migliorare è questo: www.goodwill.it
- meglio un homepage con un look&feel particolarmente interessante?
- meglio tanti contenuti di spessore che possano interessare e dare maggior visibilità SEO?
Vedendo i siti delle agenzie pubblicitarie la risposta è ovvia: meglio privilegiare il look&feel, ma d'altra parte i siti di agenzie di web marketing praticamente dicono l'opposto.
Quale via privilegiare?
Qualcuno mi può aiutare?
Ah, dimenticavo, il sito da migliorare è questo: www.goodwill.it
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